C’è chi dice che non esistono giornate sbagliate, solo punti di vista.
Noi possiamo confermare: alcune giornate sono proprio sbagliate, punto.
Era un mercoledì. L’olio per friggere era appena cambiato (con tutto l’orgoglio del caso), quando il primo cliente del giorno ha chiesto: “Avete insalata di riso?”
Sorriso tirato, risposta gentile, partiamo. Ma ecco che la lavastoviglie decide di mettersi in pausa permanente. Il cameriere nuovo sbaglia due tavoli. Il pos non prende il bancomat. La panna non monta. E il burro… si dimentica di sciogliersi.
Nel mezzo di tutto questo, un cliente chiede:
“Scusate, ma le lumache sono vive o le cucinate voi?”
(Abbiamo riso dopo. Molto dopo.)
Il piatto forte della giornata è stato il plin che si è incollato tra loro come una comitiva di vecchi amici in vacanza: impossibili da separare. E lo chef, in un raro momento di filosofia, ha detto solo: “Domani va meglio. O almeno ci proviamo.”
Menzione speciale al caffè, che nonostante tutto era perfetto. E anche a quella coppia al tavolo 3 che ci ha lasciato un biglietto: “Non so come fate, ma bravi. Torniamo.”
Allora forse no, non era tutto da dimenticare.
